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La verità è che Alice non si è mai persa

Alcune cose le ami, altre le detesti, altre ancora le capisci anni dopo. Dire che ho capito “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” solo in età adulta sarebbe errato, diciamo che il libro ha assunto un significato diverso quando sono entrata “nel mondo dei grandi” comunemente chiamato “mondo del lavoro”.

E così un’annoiata ragazzina che precipita attraverso una misteriosa tana diventa la storia di come mi sono sentita la prima volta che guardandomi allo specchio mi sono detta “Ok Velvet, andiamo a lavorare”. Cosa rappresenti il bianconiglio lo devo probabilmente capire ancora oggi, ma sicuramente non ho problemi a trovare parallelismi con le avventure di Alice raccontando di tutte le volte in cui mi sono sentita della misura sbagliata (troppo piccola o troppo ingombrante), dei cappellai matti incontrati lungo il mio percorso, delle regine, degli ambigui stregatti o dei saggi brucaliffi con cui ho dovuto confrontarmi.

E QUINDI?

E quindi devo creare una rubrica all’interno di REDSVELVET (e se non sai ancora di cosa sto parlando guarda QUI) solo per raccontare del mio disagio da apprendista/novellina lavorativa? Oh no no no, qui non si parla di me. “Alice non si è persa” vuole raccontare storie di altre donne che non si sono perse, che come me nella tana del Bianconiglio si sono buttate e l’hanno fatto consapevolmente…e più volte.

Vi racconterò storie di progetti ambiziosi, di cambi di rotta, di crisi e rinascite, di tenacia e di sconfitte, raccoglierò per voi tutte le biografie che riuscirò a racimolare con la speranza di trovare conferma del pensiero, del mantra che ha mi ha sempre accompagnata nella mia breve ma mai noiosa vita lavorativa: “una volta trovata la mia strada non importa quanto dovrò faticare o quanto tempo impiegherò, ma otterrò ciò che desidero”

Pronti ad iniziare?

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